Migliori Scarpe Running A3

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Classifica e Recensioni delle Migliori Scarpe Running A3 selezionate dalla nostra redazione per capacità di ammortizzamento, prezzo, peso e materiali.

Classifica e Recensioni delle Migliori Scarpe Running A3

Tabella comparativa

Modello Terreno Allenamento Peso
New Balance Fresh Foam 1080 v7 Asfalto Quotidiano 294 grammi
Mizuno Wave Ultima 9 Asfalto Quotidiano 310 grammi
Hoka One One Bondi 5 Asfalto Quotidiano 283 grammi
Brooks Glycerin 15 Asfalto Quotidiano 300 grammi
Adidas Supernova Glide 9 Asfalto Quotidiano 302 grammi
Nike Lunarepic Low Klyknit 2 Asfalto Quotidiano 250 grammi
Saucony Triumph ISO 3 Asfalto Quotidiano 312 grammi

New Balance Fresh Foam 1080 v7

La nostra classifica inizia con il modello Fresh Foam 1080 v7 dell’azienda New Balance Athletic Shoe.

Il noto brand di Boston che vanta un’esperienza di oltre cento anni, ha rivoluzionato un prototipo di scarpa da corsa progettato sia per principianti che per maratoneti, offrendo un prodotto leggero (per un peso di circa 293.4 gr) e altamente tecnologico (grazie alla soletta in Frash Foam).

Le Fresh Foam 1080 v7 sono il risultato di uno studio basato sull’esperienza di atleti professionisti che hanno consigliato i miglioramenti da apportare ad uno dei modelli più conosciuti della New Balance.

L’esito è soddisfacente se si considera che hanno come punto di forza un sistema di ammortamento più leggero ed adatto per chi tiene un ritmo di corsa costante. Comfort e capacità di distribuire il peso del piede su una suoletta altamente Hi-Tec, la tomaia in Mesh tecnico conferisce una sensazione di leggerezza. La flessibilità della suola è data specifiche scanalature che permettono una libertà di movimento molto duttile.

La soletta in Ortholite® traspirante, antibatterica ed antiodore e realizzata con un materiale in schiuma a celle aperte, che avvolge il piede permettendo un’aderenza migliore grazie ad una struttura plasmabile con la forma del piede.  Con suola in gomma soffiata, il drop è di circa 8 mm.

Mizuno Wave Ultima 9

La recensione prosegue con la Mizuno Wave Ultima 9, una calzatura sportiva da running anch’essa incentrata su una tecnologia all’avanguardia.

Lo scopo è quello di donare comfort all’atleta sfruttando l’ammortizzazione del piede e la distribuzione del peso su suole anch’esse leggere.

Mizuno, azienda giapponese nata nel 1906 e tutt’ora leader nel comparto delle calzature da running, ha rivisitato un modello già presente sul mercato puntando su una tecnologia, la U4icX, incentrata sul miglioramento dell’intersuola. Quest’ultima, molto soffice, conferisce maggiore densità e migliore comfort, con un potere di rimbalzo maggiore a livello del tallone e, quindi, con un’ammortizzazione senza eguali.

La Mizuno Wave Ultima 9 è un modello da uomo, utile sia negli allenamenti che nelle competizioni. Dal peso leggero (circa 300 grammi) e dai rinforzi in specifici punti per garantire una maggiore aderenza della scarpa al piede, il prodotto è realizzato con materiale Mesh.

La tecnologia Wave consente di mantenere un’andatura fluida e dinamica, ulteriormente assicurata dalla tomaia ridisegnata. La traspirabilità dei materiali assicura confort e freschezza durante tutta la corsa, mentre la semplicità del modello consente a chiunque, sia principianti che professionisti, di poter sfruttare le potenzialità della Mizuno Wave Ultima 9.

Hoka One One Bondi 5

Una buona scelta può essere orientata all’acquisto delle  Hoka One One Bondi 5, un’azienda di ultima generazione (nata nel 2010) specializzata nella produzione di calzature per il running.

Il modello, come ogni prototipo proposto dalla Hoka One One, è testato per essere adatto ad ogni tipo di percorso, incentrandosi prevalentemente su strade sterrate e su quelle di montagna.

La tecnologia adottata dall’azienda madre ha un unico obiettivo: evitare l'”effetto schiaffo” tipico di alcune calzature secche, permettendo al corridore di avere un movimento continuo nella rullata del piede.

Caratteristiche della Bondi 5 sono: l’intersuola Soft EVA Midsole ammortizzante con design geometrico, la suola Full Ground Contact per consentire la rullata del piede, la tomaia in Engineered Mesh morbido, traspirante ed asciutto. Dal peso di 303 gr circa per 37 mm di altezza suola, quest’ultima è realizzata con una gomma resistente all’abrasione: la Hi-Abrasion Lightweight Rubber.

Il modello Bondi 5 è avvolgente e confortevole, grazie al frame 3D in Puff Print che, mediante una trama reticolata, agevola la ventilazione interna. La calzata della scarpa è media, sia nell’arco plantare che nella distanza fra i piedi, rendendola adatta sia ai percorsi più difficili, sia alle corse su pista.

Brooks Glycerin 15

Brooks Running, azienda incentrata sulla produzione di attrezzature da ginnastica e su abbigliamento sportivo, lancia la Glycerin 15, una scarpa da corsa neutrale per uomo e donna dal peso di 260 – 300,5 gr circa.

Caratteristica principale del modello scelto è il Super DNA Midsole, che garantisce il 20% – 25% di ammortizzazione in più rispetto alla tecnologia differente, ossia la BioMoGo DNA. Distribuita lungo il piano d’appoggio del piede, la Super DNA Midsole favorisce una pressione del piede assorbendo il peso in maniera proporzionale, garantendo un’andatura confortevole durante la corsa a prescindere dalla velocità scelta.

L’impatto del piede sulla strada è ridotto mediante la Ideal Pressure Zone che controlla la transazione avampiede – retropiede. La trama in 3D Stretch Print è priva di cuciture consentendo una vestibilità idonea ed avvolgente per ogni forma del piede, potendo utilizzare il modello a prescindere dal peso corporeo, dall’esperienza nel running e dal percorso scelto.

Simili ad un cuscino per una calzatura soffice e leggera, le Glycerin 15 hanno una piattaforma universale, con una transazione della suoletta di circa 10 millimetri. L’arcata è medio – alta ma un difetto la differisce dalle altre: sul bagnato le prestazioni si riducono notevolmente con una scarsa transizione del 50%. Reattiva e protettiva è consigliata per i corridori neutrali.

Adidas Supernova Glide 9

La guida all’acquisto prosegue con le Adidas Supernova Glide 9, un modello di calzature sportive che adottano la tecnologia Boost ultrareattiva per l’ammortizzazione del piede.

Il Boost, di cui sono dotati numerosi modelli dell’azienda tedesca, ha una particolarità: aumentano il ritorno dell’energia durante la falcata senza sforzare troppo il piede.

Il ritorno dell’energia sul piede è garantito dalle numerose capsule elastiche di cui è composta l’intersuola in Boost, che rimane inalterata nel tempo e a prescindere dalle condizioni del percorso scelto. Peso corporeo e tipo di corsa non influenzano la tecnologica, che rende le calzature sportive adatte ad ogni tipo di atleta e di principiante. L’uniformità dell’intersuola favorisce inoltre una corsa più fluida classificando le Adidas Supernova Gilde 9 nella categoria A3.

Con un peso di circa 302 gr per una misura media, la tomaia è in Mesh tecnico, traspirante e confortevole, completamente rivestita e priva di cuciture per avvolgere il piede senza stress.

La trama della tomaia permette una corretta ventilazione, mentre il design della suola in STRETCHWEB consente flessibilità durante la corsa. La mescola Continental della suola migliora l’aderenza della scarpa anche sul bagnato, prevenendo gli scivoli con un grip completo. Particolarità delle Supernova Gilde 9 è il controtallone sagomato FitCounter per una vestibilità naturale e per migliorare i movimenti del tallone d’Achille durante la corsa.

Nike Lunarepic Low Klyknit 2

L’azienda statunitense Nike, specializzata nella produzione di abbigliamento sportivo, lancia le calzature  LUNAREPIC LOW FLYKNIT 2, anch’esse orientate per un running confortevole.

Particolari che saltano subito agli occhi sono la vestibilità della fodera in Flyknit priva di cucitura, l’intersuola Lunarlon modellata al laser per facilitare l’andatura e la suola con mappatura specificamente studiata per migliorare i diversi punti pressione del piede distribuendo l’ammortizzazione su tutta l’arcata plantare.

Classificato nella categoria A3, il modello LunarEpic Flyknit 2 è disponibile sia per uomo che per donna. Il design è l’evoluzione del prototipo precedente differenziandosi da quest’ultimo per la mancanza delle chiusure a laccio che evitano inconvenienti durante gli allenamenti.  La tecnologia adottata dall’azienda Nike è nel tessuto Flyknit un filato a base di poliestere realizzato mediante un processo che costruisce la maglia e la tomaia in un unico pezzo, riducendo il peso della scarpa e migliorando la vestibilità.

Flyknit è frutto di uno studio eseguito dalla stessa azienda che ha cercato di creare un tessuto dalle proprietà statiche, resistenti e traspiranti.  Il fattore ammortizzante in Lunarlon è creato invece con una schiuma morbida e rigida il cui scopo è quello di assorbire gli impatti favorendo il movimento tallone – punta. La tecnologia brevettata dall’azienda Nike è un sistema caratterizzato da due schiume: l’una morbida, l’altra rigida.

La prima costituisce il cuore dell’intersuola a sua volta ricoperto dalla schiuma rigida a maggiore intensità. Durevole e contenitiva, Lunarlon è più leggera, nonché dinamica rispetto al phylon. La suola è formata da una gomma in rilievo le cui collinette sono differenti a seconda della pressione del piede. Gli inserti traforati sull’avampiede favoriscono la traspirazione garantendo un piede asciutto anche dopo una lunga corsa.  Dal peso di circa 250 grammi per una misura da uomo media il differenziale è di 10 mm.

Saucony Triumph ISO 3

Una buona scelta può essere il modello TRIUMPH ISO 3 dell’azienda Saucony. Fondata nel 1898 nel Massachusetts, la Saucony ha vinto con le calzature TRIUMPH ISO 3 il premio Scarpa dell’anno ai Running Industry Awards del 2016.

Rispetto al prototipo precedente, il modello è caratterizzato dall’EVERUN LANDING ZONE, un elemento di non poco conto che raddoppia di volume sul tallone aumentando la superficie d’appoggio del piede.

La suola TRI-FLEX con canali di flessione sul tallone migliora l’impatto del piede sulla pista. La tomaia è costituita da una gabbia mobile ma contenitiva, la ISOFIT, impreziosita da alcune applicazioni che rendono la scarpa elegante ed adatta ad ogni stile.

Saucony sfrutta il sistema di ammortizzamento EVERUN con suola TRI-FLEX realizzata con intagli particolari per distribuire su un’ampia superficie della scarpa la pressione del piede, creando una sensazione soft. L’EVERUN a sua volta favorisce un ritorno di energia dell’83%. Dal peso di circa 298 grammi, l’appoggio è neutro, con un drop di 8 mm, un tallone di 30 mm ed un avampiede di 22 mm.

Under Armour SpeedForm Europa Record-Equipped

Ultimo modello, ma non per questo meno importante, è il modello SpeedForm® Europa Record-Equipped della casa produttrice Under Armour. Anch’esse incluse nella categoria A3 le calzature sportive sono dotate di una struttura UA SpeedForm® per la vestibilità della tomaia al piede e per la calzata.

Particolare delle UA SpeedForm Europa sono i pannelli Coreshort, formati da un nucleo utile alla stabilità, alla flessibilità ed al supporto nella parte centrale del piede. La tecnologia Mesh è utilizzata sulla linguetta e nella tomaia per garantire la traspirabilità, ma le stesse sono rafforzate da un contrafforte in TPU che ne migliora la struttura e la vestibilità.

Le schiume per l’ammortizzazione del piede sono presenti nella soletta e sulla zona del tallone. Nello specifico la prima è formata da Charged Cushioning®, una schiuma compressa il cui scopo è quello di garantire il ritorno di energia, la reattività della pressione e la durabilità. La zona del tallone è in schiuma Micro G®.

L’area intermedia della scarpa ha una  doppia densità, indicata soprattutto per chi soffre di problemi plantari come l’iperpronazione. La doppia densità infatti ne riduce l’effetto. L’avampiede è realizzato in gomma soffiata, resistente alle abrasioni e reattiva, utile ad assorbire l’impatto. Le UA SPEEDFORM EUROPA hanno un peso di 295 gr circa per un differenziale di 8 mm.

Come scegliere una scarpa running A3

Se vi state chiedendo cosa sono le scarpe a massimo ammortizzamento, classificate con il codice A3, ecco una guida che vi offrirà alcune informazioni utili.

Le scarpe con massimo ammortizzamento A3 o “massimaliste” sono molto popolari e molte aziende offrono almeno un modello con queste caratteristiche. Alcuni di questi modelli sono già disponibili per l’acquisto e molti altri saranno disponibili nei prossimi tempi. Ecco alcune informazioni a proposito di questa tendenza e dei benefici che le scarpe ammortizzate possono offrirvi. Per maggiori informazioni leggi anche l’articolo dedicato alla classificazione delle scarpe da running.

Cosa significa massimo ammortizzamento?

I francesi Nicolas Mermoud e Jean-Luc Diard, entrambi corridori di montagna di lungo corso ed ex dipendenti dell’azienda di scarpe Salomon, hanno dato vita a Hoka One One basandosi sui design di grandi dimensioni implementati in alcuni sci, mountain bike, racchette da tennis e biciclette da usare sulla neve. Per ciascuna di queste applicazioni, l’idea è quella di avere una superficie più ampia in grado di migliorare le prestazioni. Il discorso è simile per le scarpe running massimaliste o con alta ammortizzazione, ma la maggiore ammortizzazione è solo uno degli aspetti. Le caratteristiche delle scarpe A3 comprendono anche un’intersuola dinamica in foam e design particolarmente moderni.

La super ammortizzazione è utile o è solo una moda?

Così come la scarpe minimaliste, anche le scarpe a massimo ammortizzamento non sono indicate per tutti. Proprio come con qualsiasi scarpa da corsa, dovrete trovare una scarpa che si adatti al vostro piede e sia indicata per la vostra andatura e il tipo di corsa. L’alta ammortizzazione è soltanto una delle opzioni. Alcuni corridori apprezzano questo tipo di scarpe e altri no.

Per chi sono indicate le scarpe ultra ammortizzate?

Le scarpe massimo ammortizzamento sono diffuse soprattutto nelle gare ultrarunning. Una stima conservativa relativa ad alcune delle gare ultrarunning più importanti suggerisce che il 40 – 60% dei corridori indossassero delle scarpe A3. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che un’ammortizzazione elevata può essere d’aiuto soprattutto durante le gare che durano molte ore. Questo principio vale anche per le maratone e il triathlon.

Ci sono studi scientifici che confermano le qualità di queste scarpe?

Non sembra ci siano studi indipendenti sui benefici offerti dalle scarpe A3. Diversi produttori di scarpe hanno condotto le proprie ricerce nell’ambito dello sviluppo dei diversi modelli (coinvolgendo anche degli esperti di biomeccanica) ma, ovviamente, quegli studi supportano il prodotto realizzato dall’azienda.

Le scarpe ammortizzate sono il contrario delle scarpe minimaliste?

Sì e no. Sicuramente il fatto che siano particolarmente alte e lontane da terra offre la sensazione opposta delle scarpe minimaliste, che danno la sensazione di correre a piedi nudi. Tuttavia, le scarpe massimaliste non sono state progettate semplicemente perché abbiano un design “eccessivo”. In realtà, molte scarpe ad alta ammortizazione hanno attinto dai design minimalisti, ad esempio utilizzando materiali leggeri, evitando materiali in eccesso e utilizzando un drop tallone avampiede moderato (da 0 a 8 mm).

Quante aziende producono scarpe A3?

Dipende dalla definizione di alta ammortizzazione. Proprio come per le scarpe minimaliste, i parametri sono un po’ arbitrari. In generale, diverse marche offrono almeno un modello massimalista: Hoka One One, Brooks, Skechers, Puma, Pearl Izumi, Vasque, New Balance, ASICS e Altra. La schiuma Adidas Boost (che ha debuttato la scorsa primavera) presenta alcune qualità di nuova generazione, anche se è stata utilizzata in una vasta gamma di scarpe da corsa, dalla Adizero Adios Boost alle scarpe da corsa massimaliste Boost 2. Anche la Road M2 di Pearl Izumi e la Scott eRide AeroFoam Trainer 2 offrono un’ammortizzazione elevata, pur essendo molto più leggere rispetto a modelli simili. Anche la Nike Lunar Eclipse 4 può essere considerata una scarpa massimalista, per via della sua intersuola spessa e della sua piattaforma stabilizzante.

Le scarpe A3 risultano instabili, dal momento che i piedi sono così lontani dal terreno?

Alcune sì, ma non tutte. La ragione principale è il profilo ampio della scarpa. La maggior parte delle scarpe A3 sono dal 20 al 30% più spesse rispetto alle scarpe running tradizionali, e la superficie più ampia a contatto con il terreno aggiunge stabilità. Tuttavia, alcune scarpe da corsa massimaliste mancano di sostegno laterale, e questo può causare una riduzione del sostegno su terreni instabili.

Le scarpe A3 riducono l’interazione propriocettiva tra il piede e il suolo? Questo peggiora la performance?

Sì, sicuramente le scarpe A3 fanno in modo che “sentiate” meno il terreno. Alcuni corridori lo trovano un compromesso accettabile in cambio della migliore ammortizzazione. Per quanto riguarda l’efficienza, sicuramente l’ipotesi di una sua riduzione è sensata, anche se il peso relativamente leggero sembra compensare la larghezza della scarpa. Tuttavia, per gli ultrarunner sacrificare un po’ di efficienza può essere un compromesso accettabile in cambio del comfort di lunga durata e di un minore affaticamento muscolare dopo molti chilometri di corsa.

Le scarpe con massimo ammortizzamento sono tutte uguali?

Assolutamente no. In realtà, ogni modello che abbiamo testato è diverso dagli altri. Alcuni sono molto morbidi, alcuni elastici e resistenti, mentre altri sono molto più rigidi. Alcuni sono abbastanza leggeri, altri sono pesanti. Alcune sono scarpe neutre, altre offrono una stabilità notevole.

Qual è il modo migliore per scegliere la scarpa A3 giusta?

Se volete provare le scarpe A3, la cosa migliore da fare è andare in un negozio e indossarne alcune, per vedere che sensazione vi danno. Le scarpe che offrono un’ammortizzazione elevata danno una sensazione diversa rispetto alle scarpe da corsa tradizionali. Come con qualsiasi scarpa, dovrete tenere in considerazione diversi fattori: la forma, la vestibilità, la performance, il prezzo e come quel particolare modello si inserisce nella vostra collezione di scarpe. Proprio come con qualsiasi altra scarpa, non è consigliabile indossare una scarpa massimalista per ogni allenamento o tutti i giorni.

Perché alcune persone amano le scarpe A3 e altre no?

Gli aspetti preferiti di chi ama le scarpe A3 comprendono l’ammortizzazione elevata, la riduzione della stanchezza delle gambe quando si corrono lunghe distanze e i tempi di recupero più brevi. Inoltre, alcune persone pensano che l’elevata quantità di schiuma aiuti a rallentare la frequenza di pronazione. Chi non ama le scarpe massimaliste le ritiene troppo pesanti, scomode o costose.

Ci sono corridori famosi che si allenano con scarpe A3?

Si. Leo Manzano, argento olimpico nel 2012 nei 1500 metri, si allena utilizzando scarpe ad alta ammortizzazione. Anche l’ex mezzofondista Nicole Schappert ha scelto di utilizzare scarpe A3 per correre su lunghe distanze. Il marchio Hokas recentemente è stato scelto anche da Mike Rutt, che ha aiutato la sua squadra a superare il precedente record mondiale nella staffetta 4 × 800 metri.

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