Antonio Di Bianco: quando correre aiuta a superare problemi e ansie

Antonio è l’esempio concreto di come correre a piedi sia in grado di aiutarci a risolvere problemi ed ansie che spesso sembrano insormontabili.

Antonio Di Bianco

Mi chiamo Antonio Di Bianco, corro da circa 16 anni, da quando decisi di fare l’arbitro di calcio. Per varie vicissitudini della vita l’arbitro è passato in secondo piano ma la corsa è rimasta.

Ho iniziato a correre perché per fare l’arbitro bisogna allenarsi, ma soprattutto per la voglia irrefrenabile di misurarmi con me stesso.

Mi alleno 4/5 volte a settimana, con il martedì e il giovedì dedicati alle ripetute, mentre il mercoledì, il sabato e la domenica dedicati allo scarico, al medio e al lungo.

Mi capita di correre sia in gruppo che con un amico, con il quale condivido la passione per la corsa al mattino presto, mentre tutti dormono, lontani dal caos della città, quando si puo’ vedere il sole sorgere, il gallo cantare, e sentire solo i propri passi. Mi capita anche di correre da solo quando devo staccare dalla routine quotidiana o quando sono di fretta.

Adesso per me correre non è più una una difficoltà bensì la normalità, non riesco ad immaginarmi senza pantaloncini, scarpe, frontale, orologi, maglia.

Per me correre significa liberarmi dalla angosce quotidiane, dai mille pensieri.

Mi aiuta molto nell’organizzazione della giornata lavorativa e non, e mi stai aiutando in un periodo molto difficile della mia vita quale è quello della separazione. Correre ed estraniarsi per 1 ora o 1 ora e mezza mi aiuta molto a distendermi, ma anche a pensare come rendere migliore la mia vita.

A volte ho pensato di smettere, magari dopo uno scarso risultato, dopo un’influenza che mi ha fatto saltare una gara, ma poi la motivazione a fare ancora meglio di prima ha tenuto a bada il pensiero.

Uso ed ho usato sempre scarpe di marca Asics, dalle Cumulus 17 fino alle 20, anche comprando due paia per volta. In media le cambio ogni 600/700 km.

Ho avuto un unico inconveniente con le Asics Gel Cumulus, mi hanno portato dolore a entrambi i piedi sia sulle piante che ai meta tarsi, quasi zoppia. Sono stato in ballo un mesetto, poi ho provato le Asics DynaFlyte e sono rinato.

In merito all’abbigliamento estivo utilizzo pantaloncini Decathlon e le maglie tecniche contenute nei pacchi gara delle 21 km a cui partecipo (circa 5/6 all’anno). D’inverno invece uso maglie termiche, fascia e guanti della Kalenji, una frontale comprata su amazon e i panta collant della Pro Touch.

Per monitorare la prestazione uso il Garmin vivoactive acquistato un paio di anni fa, e che spero presto faccia posto al Garmin Forerunner 235.

Mi sento di dire a chi vuole iniziare, ma anche a chi sta pensando di smettere, che vale la pena svegliarsi presto, vale la pensa fare una mezza maratona e sentire la gente che ti incita, vale la pena fare il personale, vale la pena cadere e rialzarsi.

Quello che si prova durante una gara o una semplice corsa lo paragonerei al volo degli uccelli, loro volano fra le nuvole perché hanno imparato ad usare le ali seguiti dal proprio istinto, noi corriamo sospinti dalla forza di volontà che muove le nostre gambe, ma sia noi che loro abbiamo un unico obiettivo quello di non smettere mai di pensare che l’arrivo a destinazione sia la fine, bensì una nuova partenza.

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